La Riserva Naturale Orientata dello Zingaro è la prima riserva istituita in Sicilia: nel 1976 in seguito ad un progetto della regione Sicilia, partirono i lavori per la costruzione di una strada litoranea Scopello-San Vito Lo Capo, ma in seguito ad una serie di iniziative del mondo ambientalista, culminate in una partecipatissima marcia di protesta il 18 maggio 1980, l'Azienda Regionale Foreste Demaniali della Regione Siciliana si impegnò ad espropriare l'area, riconosciuta di grande interesse ambientale e farne una riserva con la legge regionale n. 98 del 6 maggio 1981. Si estende lungo 7 km di costa e quasi 1.700 ettari di natura incontaminata, nella parte occidentale del Golfo di Castellammare. Il territorio ricade per gran parte nel comune di San Vito Lo Capo.
La costa è formata da calcareniti quaternarie e da rilievi calcarei del Mesozoico di natura dolomitica, con falesie che da un'altezza massima di 913 m (Monte Speziale) degradano ripidamente verso il mare, intercalate da numerose calette. La Riserva è caratterizzata da piccole baie che si tuffano sul mare, il paesaggio è unico nel suo genere, bellissimo e selvaggio, con tracce della recente vita contadina e testimonianze della vita di ottomila anni fa (la grotta dell'Uzzo).

Il paesaggio originario era costituito in massima parte da foresta mediterranea sempreverde le cui tracce sono tuttora rappresentate da zone di lecceta, dove trovano ospitalità piccole felci, ciclamini, cespugli di pungitopo e frammenti di sughereta, testimonianza di quella formazione forestale a sughera oramai quasi del tutto scomparsa nel resto della Sicilia occidentale. Simbolo della Riserva è la Palma Nana, che caratterizza ampie zone del paesaggio costiero, sfruttata fino a qualcje decennio fa per realizzare scope, corde, canestri e nasse per la pesca.
Nel territorio nidificano ben 39 specie di uccelli tra cui il falco pellegrino, una delle ultime dieci coppie presenti in Sicilia dell'aquila del Bonelli, la poiana e il gheppio. Durante il periodo delle migrazioni sono stati avvistati anche esemplari di aquila reale e di falco pecchiaiolo.
Tra i mammiferi sono molto diffusi il coniglio e la volpe. Sono presenti anche la donnola, il riccio e l'istrice; tra i roditori, l'arvicola del Savi ed il topo quercino. Nelle numerose grotte presenti albergano otto differenti specie di pipistrelli tra cui il raro orecchione bruno, il ferro di cavallo, il miniottero e il pipistrello albolimbato. In passato era inoltre presente anche la foca monaca, avvistata per l'ultima volta nelle grotte marine dello Zingaro nel 1972.
Tra i rettili sono presenti la vipera, il biacco, il gongilo, il geco, il ramarro e due specie di lucertola, la Podarcis sicula e la meno comune Podarcis wagleriana.
In un'area della riserva ricca di pozze d'acqua (abbeveratoio di contrada Acci) è possibile incontrare l'endemico discoglosso dipinto, nonché uno degli artropodi più rari del nostro paese, il granchio di acqua dolce.
Un cenno particolare, con riferimento alla fauna marina costiera, merita infine la presenza nella riserva di ampie zone di trottoir a vermeti, un'importante biostruttura tipica del Mar Mediterraneo, per molti versi simile alle barriere coralline. L'importanza di questa biostruttura è legata alla sua capacità di modificare l’aspetto e le caratteristiche ecologiche delle coste rocciose, ampliando lo spazio a disposizione delle specie, stimolando la biodiversità dei popolamenti associati. Lo Zingaro si visita solo a piedi, arrivando da San Vito Lo Capo o da Scopello, attraverso tre percorsi classici, il primo si snoda lungo la costa, viene utilizzato prevalentemente per raggiungere per raggiungere le baie ed è il meno impegnato da percorrere, il secondo è di difficoltà media alternando passaggi vicini alla costa con scalate della zona collinare, il terzo attraversa la riserva dall'alto al basso ed è il più impegnativo, adatto solo agli sportivi.

Nella riserva si trova la Torre dell'Uzzo, posta a guardia di una antica tonnara e nei suoi pressi l'omonima grotta, sito archeologico preistorico mesolitico tra i più importanti dell'intera Sicilia. Lungo il percorso, alcuni antichi edifici ospitano il Museo Naturalistico, il Museo delle Attività Marinare, il Museo della Civiltà Contadina, il Museo della Manna, il Centro di Educazione Ambientale, due aree attrezzate e degli antichi caseggiati rurali adibiti a rifugio, presso i quali è possibile anche pernottare su richiesta.